L’esperienza di un allievo

Come tutto ebbe inizio


Tutto nacque quando un amico mi disse: “Ti va di fare teatro?”. Io, in verità, non avevo idea di cosa significasse “fare teatro” ma mi decisi a provare, l’idea mi piaceva molto. Nacque così la mia passione per un’arte affascinante, poetica ed eccitante al tempo stesso.
Mi sono iscritto ad un corso di formazione teatrale che sembrava adatto a ciò che io cercavo, conobbi così la Compagnia dei Teatri dell’Era.
Già dal colloquio telefonico con Gian Luca Rigetti, il mio istruttore, capii subito che “fare teatro” non significava solo imparare un copione a memoria e recitare davanti ad alcune persone, niente di tutto questo, mi trovai di fronte ad argomenti mai trattati prima come: dizione, fonetica, esercizi di respirazione basati su un uso corretto del diaframma e poi ancora conoscenza del ritmo, dello spazio scenico, espressività corporea, costruzione ed uso di una maschera; tutti elementi di studio che fungevano da base per quella che sarebbe stata poi l’interpretazione e la recitazione di un testo teatrale, questo era un vero corso di formazione teatrale.
Ho appena finito il primo anno e mi appresto ad iniziare il secondo con una voglia e una carica ancora maggiori rispetto all’anno passato, lavorare con Luca e con il gruppo che si era formato è stato bello, anche se a volte faticoso, ma ho imparato che il teatro è anche questo: gioco, armonia, fantasia, ma anche sudore, fatica e disciplina.
Durante i mesi passati ho notato come nel teatro, tutto deve funzionare alla perfezione, dall’uso delle luci all’ambientazione, dai costumi alla scenografia, dalle pause ai ritmi, il vero teatro è ciò che avviene dietro la semplice, anche se impegnativa, interpretazione del testo.

Teoria e pratica si intrecciano


Federica e Luca si alternano nell’insegnamento, riuscendo a coniugare bene le loro diverse esperienze artistiche: Federica è più attenta alla dizione, all’uso della voce e di conseguenza, all’interpretazione di un testo; Luca, invece, ci trasmette la sua competenza soprattutto sull’espressività corporea, cioè come far “parlare” il corpo con l’aiuto di suoni, musiche, ritmi o semplicemente indossando una maschera.
Luca e Federica… ma non esistono solo loro, quello di cui faccio parte è un gruppo di lavoro unito ed affiatato ed ho avuto modo di constatarlo in occasione della messa in scena di uno spettacolo di teatro sperimentale scritto e ideato da Luca, dal titolo “Fughe”.
Ecco, quella è stata un’occasione per dare il mio contributo e ritagliarmi comunque un ruolo: il tecnico audio; perchè questa è una delle regole imposte dalla “Vita di teatro”, ci sono momenti in cui è importante socializzare col gruppo al di là della semplice lezione e sperimentare esperienze interne o esterne che ci possano far maturare.
Ma il bello viene adesso perchè il programma del secondo anno è già ben delineato; nella primavera che verrà la Compagnia dei teatri dell’Era porterà in scena un nuovo spettacolo.
Non voglio anticiparvi nulla, vi dico solo che anche qui sono riuscito a ritagliarmi un ruolo da protagonista. Ma adesso, il gruppo mi aspetta… vado in teatro!

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